In base ai dati di Unioncamere, l’Emilia Romagna si conferma una delle migliori Regioni italiane in termini di tasso di disoccupazione (6,5%) e di crescita del PIL (+1,9% rispetto al +1,8% del 2017).

Merito anche delle iniziative regionali a sostegno del tessuto produttivo. Qualche dato meno confortante arriva invece dal mercato del lavoro: il tasso di occupazione nell’industria cala del 2,6% aumenta invece nel terziario. In calo anche il numero di imprese, in particolare le imprese individuali e le società di persone. Tutti i settori hanno registrato un aumento della produzione: in primis il settore delle industrie meccaniche e dei mezzi di trasporto (+4,5%), la metallurgia e le lavorazioni metalliche (+4,0%); notevole l’accelerazione anche per l’industria alimentare (+2,6%).

I dati Istat dell’export 2017 confermano una forte accelerazione delle esportazioni pari a circa 58 miliardi e 508 milioni di euro, vale a dire un lieve aumento del 6,8%. A livello settoriale, il risultato è da attribuire principalmente all’importante industria dei macchinari e delle apparecchiature (+30,3 per cento), seguito da metallurgia e prodotti in metallo (+11,4%).

Riguardo ai mercati di sbocco, le imprese emiliano-romagnole hanno aumentato le vendite dei prodotti in tutto il mondo. L’export si rivolge per due terzi all’Europa. Buona quindi l’accelerazione sui mercati europei (+7,9%) per il 65% del totale. In accelerazione le esportazioni verso la Russia (+14%), e tornano a crescere i mercati asiatici (+7,1%) e quelli americani (+6,8%). Verso la Cina è boom (+20,9%).

Dal punto di vista bancario, è proseguito l’incremento dei finanziamenti a medio-lungo termine destinati agli investimenti strumentali. In Emilia Romagna la crescita di tale tipologia di prestiti (+2,4% a fine 2017) si è avvicinata alla media nazionale (+2,3%). A livello provinciale, il trend dei prestiti per investimenti in macchinari è rimasto molto differenziato. Le provincie “migliori” sono Rimini e Modena, tenendo conto non solo del ritmo di crescita ma anche della sua persistenza. Alcune province come Bologna, Piacenza, Reggio Emilia e Parma sono apparse in frenata, altre si sono mostrate continuativamente più deboli, come Ferrara, Forlì-Cesena e Ravenna.

Contattateci per avere indicazioni e suggerimenti sulle opportunità oggi in essere sia per le start-up sia per le aziende già sul mercato.

Pin It on Pinterest