Nei giorni in cui si stanno decidendo le sorti dell’azienda bolognese delle bio plastiche, (fonte http://www.bio-on.it/news.php), cerchiamo di fare un passo indietro e di utilizzare l’esempio di Bio-On per una valutazione più complessiva sulle start-up e sui rischi di investimento in queste realtà.

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Come si definisce una start-up

Ci sono varie definizioni di start-up. In generale si tratta di una nuova impresa che presenta una forte componente di innovazione e che è configurata per crescere in modo rapido secondo un business model scalabile e ripetibile.

Nello specifico, la startup può essere innovativa sia per quanto riguarda il modello di business in sé che per il livello di innovazione dei suoi prodotti o servizi. Con l’aggettivo “scalabile” si intende un business che può aumentare le sue dimensioni – e quindi i suoi clienti e il suo volume d’affari – in modo anche esponenziale senza un impiego di risorse proporzionali. La startup, per essere tale, deve essere quindi in grado di sfruttare le economie di scala.

Business model replicabile

Per business model “replicabile” si intende un modello che può essere ripetuto in diversi luoghi e in diversi periodi senza essere rivoluzionato e solo apportando piccole modifiche.

Cosa considerare prima di investire

Investire in una realtà aziendale che sta muovendo i primi passi è senza dubbio “affascinante” e in alcuni casi profittevole, ma è un tipo di investimento che nasconde molte insidie anche per gli investitori professionali. (Il gruppo SoftBank ha perso 6,5 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre per investimenti in UBER e WeWork).

Bisogna innanzitutto considerare che il valore delle start-up si basa essenzialmente sulle aspettative future e sul modello di business. Inoltre lo sbarco in borsa che spesso è utile per ottenere nuova liquidità per gli investimenti può portare con sé anche problemi fino a quel momento non noti.

WeWork, l’azienda statunitense che affitta spazi per il co-working in tutto il mondo, è invece stata costretta a un’operazione di salvataggio dopo che il fallimento della sua quotazione in borsa aveva messo in luce grossi problemi strutturali aziendali. https://www.ilpost.it/2019/11/06/softbank-perdite/

Oggi la possibilità per il singolo investitore di contribuire alla crescita di una start-up è diventato molto più semplice di qualche tempo fa grazie al proliferare di piattaforme di equity crowdfunding. Attenzione però: le piattaforme di crowdfunding non garantiscono il buon esito dell’investimento, supportano le start-up nel reperimento di risorse finanziarie!

Per chi vuole investire nella “nuova Microsoft” il suggerimento è di confrontarsi con il proprio consulente finanziario, di valutare attentamente il proprio profilo di rischio e di considerare tutte le conseguenze di diventare socio di una start-up, perché di questo stiamo parlando.

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