I mercati finanziari si sono mossi di recente in modo negativo sia per quanto riguarda l’azionario sia per quanto riguarda l’obbligazionario (in particolare per l’Italia).Vediamo quali sono i temi principali dell’attualità finanziaria.

Dati macro Italia

Il rendimento dei titoli di Stato italiani è da qualche tempo sotto i riflettori, con il BTP a 10 anni che ad oggi ha un rendimento del 3,50%. Analizzando i dati storici dal 2002 (anno di introduzione dell’euro) al 2018 scopriamo che il rendimento massimo del BTP a 10 anni è stato del 7,50% a novembre 2011, mentre il rendimento minimo è stato del 1,041% del marzo 2015. La media storica risulta quindi del 3,81%. Alla variazione di questi dati contribuiscono e hanno contribuito sia l’intervento della BCE sia le alterne vicende politiche italiane. Nel 2001 il debito pubblico rappresentava il 104% del PIL oggi siamo al 130% con un picco del 132% nel 2016.

Punti di attenzione:

  • Sostenibilità del debito sotto esame: la mancanza di riforme strutturali a favore della crescita nella proposta di bilancio 2019 sta piano piano emergendo come fattore di preoccupazione per la sostenibilità del debito pubblico, in assenza di una politica fiscale di consolidamento;
  • La risposta delle agenzie di rating (da metà a fine ottobre), con rischi di declassamento dell’Italia. In effetti, questo declassamento potrebbe essere giustificato da decisioni che manifestano uno scarso impegno a proseguire il consolidamento fiscale. Le misure annunciate mettono a rischio la capacità dell’Italia di ridurre nei prossimi anni il debito pubblico (130% del PIL), a meno che la crescita del PIL non riesca a compensare gli effetti di un deficit più elevato. Oggi l’Italia ha un rating Moody’s pari a Baa2 (in revisione per un possibile ribasso) e rating Fitch BBB (con outlook negativo).

Il nostro parere

Sui titoli del debito pubblico italiano abbiamo un posizionamento neutrale. Gli investitori esteri sono già cauti sul debito italiano e non ci aspettiamo ulteriori rilevanti peggioramenti in questo ambito nel breve termine. Tuttavia, i mercati osserveranno con attenzione le modalità di copertura della legge di bilancio per comprenderne i possibili impatti sul debito e sulle dinamiche di crescita. L’indebolimento delle attese sulla dinamica dell’economia italiana potrebbe mettere nuovamente sotto pressione le obbligazioni governative italiane proprio nel momento in cui la Banca Centrale Europea sta iniziando a ridurre il proprio piano di acquisti sul mercato.

In questo momento non ci aspettiamo un contagio all’intero mercato obbligazionario europeo poiché questa rimane una problematica locale, ma non si può escludere che l’estendersi di una minore disciplina fiscale tra i Paesi possa portare ad un aumento della pressione sui mercati.

Sul mercato azionario europeo abbiamo un atteggiamento attendista in un contesto di elevata volatilità di breve termine. Pensiamo che quando l’incertezza politica verrà superata, l’azionario europeo sarà nuovamente sotto i riflettori, grazie anche alle valutazioni estremamente interessanti.

Dati USA

Per quanto riguarda i mercati azionari americani, negli ultimi giorni c’è stato un crollo generalizzato dai massimi storici.

L’economia è in ripresa e le società quotate a Wall Street si preparano a un’altra stagione di utili record, in Borsa si teme che un eccessivo rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato americani (oggi al 3,15% per i titoli a 10 anni) possa spingere una parte del mercato preferire questi ultimi alle azioni. Si tratta in ogni caso di una correzione fisiologica dei mercati dopo un lungo periodo di crescita quasi ininterrotta.

Pin It on Pinterest