La situazione di tensione provocata dal diffondersi del Coronavirus in Occidente sta portando alle prime correzioni degli indici azionari, reduci da un trend crescente dallo scorso ottobre privo di significativi momenti di storno.
In parallelo comincia a registrarsi una prima contrazione sui segmenti più rischiosi del debito ad alto rendimento alla quale si contrappone un forte apprezzamento di tutti i beni rifugio: titoli di stato dei paesi più forti (con una ulteriore compressione dei rendimenti) e metalli preziosi, in particolare l’oro.
La reazione del mercato è quindi interpretabile come una ricerca di asset privi di rischio (risk off) in attesa di capire l’impatto economico reale della diffusione del virus. Al di là, infatti, dell’emergenza sanitaria, il punto interrogativo riguarda quanto un blocco delle attività produttive possa diventare significativo in un mondo ormai globalizzato dal punto di vista economico e finanziario.
Finchè rimarrà questa incertezza, il mercato resterà volatile ed incline a cercare porti sicuri nelle allocazioni che permettano di attutire gli effetti di una possibile fase negativa prolungata.
In prospettiva, la correzione legata al Coronavirus può essere interpretata come un momento per cogliere opportunità di mercato nelle diverse asset class, mantenendo coerenza strategica tra obiettivi di investimento e profilo di rischio grazie a criteri di diversificazione ed efficienza dei portafogli.
Restiamo, infatti, convinti che sul panico di breve termine debba prevalere una corretta strategia di pianificazione degli investimenti (indipendente) in grado di affrontare anche eventi inaspettati come quello attuale.

Per maggiori informazioni info@cfiparma.it

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