Nel prossimo novembre si concluderà il mandato di Mario Draghi a capo della BCE. Il suo ruolo è stato determinante nella gestione della crisi del debito a partire dal famoso “whatever it takes” del 2012.

Secondo Bloomberg il principale candidato come successore di Draghi è l’attuale governatore della banca centrale francese, Francois Villeroy de Galhau. Un altro candidato è l’ex governatore della banca centrale finlandese Erkki Liikanen, un veterano della politica locale ed europea (venne eletto la prima volta in Parlamento quando aveva 21 anni, oggi ne ha 68). Liikanen è un socialdemocratico, oltre che un amico e consigliere di Draghi e un sostenitore delle sue politiche.

Un altro candidato è il tedesco Weidmann. Weidmann fu l’unico membro del consiglio a votare contro l’introduzione delle Outright Monetary Transactions (OMT), il piano per acquisto senza limiti di titoli di stato pubblici di paesi in difficoltà proposto da Draghi dopo il suo celebre discorso del «whatever it takes».

Quando il piano venne portato di fronte alla Corte Costituzionale tedesca, nel corso di un processo che ebbe enorme risonanza nel paese, Weidmann testimoniò contro Draghi, sostenendo che le OMT violavano il mandato della banca centrale europea.

Il premio Nobel per l’economia Paul Krugman scrisse nel 2012 che, se messe in pratica, le posizioni di Weidmann avrebbero comportato la «distruzione dell’euro».

a questo link l’articolo completo tratto da Il post https://www.ilpost.it/2019/06/04/bce-draghi-weidmann/

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